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“Sono un killer spietato”. Parola di gatto.
lunedì, Lug 26
Scritto da
Carlo Santini
Da anni si occupa di storia e comunicazione. Ha pubblicato un libro sulla ricostruzione dei fatti che portarono alla scoperta dell'eziologia acarica della scabbia, sulla quale cura un blog.
https://www.limbrogliaccioredi.it

Killer nati.

Lo sappiamo, sono killer nati. A differenza dei cani che hanno perduto gran parte del loro istinto predatorio, i gatti continuano ad essere degli assassini dall’efficacia micidiale. Secondo questa ricerca apparsa sulla rivista Nature non troppo tempo fa, ogni anno, negli Stati Uniti, i gatti ammazzano – scusate il termine forte, ma qualifica bene le tecniche usate dai nostri amici gatti – più di 22 miliardi di mammiferi e 4 miliardi di uccelli. E gli autori di questi numeri non sono gatti randagi o selvatici, ma i gatti che abbiamo in casa e che lasciamo liberi, all’aria aperta, a gironzolare per giardini e campi. Ma non basta. Nel corso della sua esistenza, Fufi ha dato una bella mano ad estinguere 63 specie di animali. Neanche la peste è riuscita a fare tanto. 😂

Regali a profusione.

Chi ha un gatto in casa, che lascia vagare libero per giardini, tetti, campi e balconi, conosce bene i regali carichi di riconoscenza che Fufi recapita davanti la porta di casa o direttamente in cucina oppure in salotto: uccellini, arvicole perfino ratti a volte grandi come il loro uccisore. E dobbiamo essere fortunati che siano interi, perché spesso Fufi non caccia per il gusto di uccidere, ma per mangiare.

È come deve essere; ma forse no.

Ora chi ama circondarsi di gatti, quello che ho scritto lo sa perfettamente e anzi, sono doti che ci fanno apprezzare quel senso di indipendenza che si ammorbidisce solo in quella forma di compiaciuto regalo. Tuttavia, non tutti gradiscono brandelli di uccelli e topi davanti la porta di casa, se non altro perché Fufi sporca, ma non ama pulire.

Così Robbie McDonald un ricercatore dell’Università di Exeter, si è messo in testa di capire se questi comportamenti potevano essere contenuti senza utilizzando metodi naturali.

Ha arruolato 219 proprietari di gatti che abitualmente lasciano liberi i propri amici di vagolare per le campagne e le cittadine del sud-ovest inglese e ha diviso i loro mostri assassini in 6 gruppi. Ad un gruppo è stato fatto indossare un collare molto vistoso per mettere in guardia gli uccelli. Ad un secondo è stato messo un campanello che avvisava la preda dell’arrivo del suo predatore. Un terzo gruppo è stato alimentato con pasti ad alto contenuto di carne. Un quarto gruppo è stato ‘costretto’ a giocare con gli umani per un periodo di tempo variabile dai 5 ai 10 minuti giornalieri con giochi che simulavano una preda da catturare (una piuma, ad esempio); il quinto gruppo poteva ‘catturare’ il cibo che usciva da un dispenser che costituiva una specie di sfida per il gatto. Il sesto gruppo fu lasciato libero di vivere come aveva sempre fatto e fungeva da gruppo di controllo.

Se hanno da fare o la pancia piena, delinquono meno.

I risultati, se li volete consultare, sono qui. In generale, il collare ha ridotto drasticamente il numero dei cadaverini portati a casa, fino al 42%. Una diminuzione l’hanno avuta anche la dieta ed il gioco, mentre il campanellino non ha avuto praticamente effetti nella riduzione. Il dispenser, invece, ha provocato l’effetto contrario: i gatti si rompevano di quello stupido aggeggio e per diminuire lo stress si lanciavano alla caccia di prede che sono state il 33% in più del gruppo di controllo.

Le interpretazioni le trovate nella ricerca. Di certo c’è che Fufi rimane un assassino terribile e l’unica maniera per tenerlo a bada è chiuderlo in casa. Anche se in moltissimi casi, è più facile che un cammello passi in una cruna di un ago. 😜

 

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